50 contratti e un nuovo modello: l’inclusione lavorativa che funziona

I risultati di Job Placement Network presentati all’Università Cattolica

COMUNICATO STAMPA
50 contratti e un nuovo modello: l’inclusione lavorativa che funziona
I risultati di Job Placement Network presentati all’Università Cattolica
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Milano, 31 ottobre 2025 – Quando l’innovazione sociale incontra il mondo del lavoro, nascono opportunità concrete per le persone con disabilità e valore per l’intera comunità. Lo dimostrano i risultati di Job Placement Network, progetto realizzato da una rete di 10 cooperative sociali di tipo B e 2 Consorzi grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, presentati ieri all’Università Cattolica del Sacro Cuore nel convegno
“Nuovi Spazi di Economia Civile. Sfide, successi e nuove strade per l’inclusione lavorativa”.
In due anni, il progetto ha generato 50 nuovi contratti di lavoro attraverso 30 commesse ex art. 14 D.lgs 276/03.


SUPERARE PAURE E PREGIUDIZI: IL LAVORO COME VALORE RECIPROCO
“Bisogna superare l’ostacolo della paura, del pregiudizio, aiutare a comprendere che il lavoro non dà solo valore alla persona che lo compie ma anche alla comunità che glielo affida, che riesce a dare attenzione a chi è più fragile ma che può comunque dare il proprio contributo”, ha sottolineato Marco Rasconi, Membro della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo. “Bisogna stare accanto anche alle aziende che ancora non sanno che l’inserimento è un percorso possibile, che ‘si può fare’, ma si può e perciò si deve fare meglio di così”.
È proprio su questo “fare meglio” che si è concentrato il dibattito. Barbara Roncalli, referente Cabina di Regia JPN, ha evidenziato come non basti garantire accessibilità: serve preparare il contesto sociale, lavorare su paure e pregiudizi, formando nuove professionalità capaci di garantire un incontro ottimale tra lavoratori e aziende.
A questo necessario cambiamento, il modo del non profit può portare un importante contributo: “In un’epoca segnata da rilevanti transizioni economiche, sociali, culturali, ambientali – ha affermato Luca Pesenti, Professore Associato di Sociologia Generale e Direttore dell’Executive Master in Terzo Settore e Impresa Sociale
ALTIS Università Cattolica, in apertura del Congresso – il settore non profit si conferma profetico anticipatore di modelli di sussidiarietà che oggi trovano pieno riconoscimento istituzionale.


CAMBIARE PROSPETTIVA: LAVORARE CON LE AZIENDE, NON SOLO SULLE PERSONE
“Nei servizi pubblici abbiamo ancora un modello fondato sulla prestazione come le la persona esprimesse una mancanza a cui devo rispondere con servizi. Ma il lavoro è relazione e comunità. Anche per le aziende, con problemi di attraction e retention, comprendono che il modello è superato. “, ha affermato Simone Cerlini, Capo Divisione Lavoro AFOL Metropolitana Milano. “Le politiche attive devono perciò favorire l’inserimento lavorando sull’azienda, non solo sulla persona. Per renderlo possibile dovremmo coinvolgere comunità, aziende e cooperative e lavorare con gli attori presenti sul territorio nella progettazione di questo nuovo modello”.
Questo cambio di prospettiva richiede che a cambiare non siano solo i soggetti coinvolti, ma anche le leggi: ”Le aziende devono essere aiutate in questo processo anche da un rinnovato quadro normativo. Perché, ad esempio, esistono quote rigide di inserimento lavorativo? Bisogna adattare la cornice giuridica al nuovo contesto”, ha dichiarato Potito di Nunzio, Presidente Ordine Consulenti del Lavoro.


ESG: DARE VALORE ALLA DIMENSIONE SOCIALE
Il tema dell’inclusione lavorativa si intreccia con l’agenda ESG delle imprese. “C’è ad oggi, ed è un bene, molta attenzione al tema ambientale, ma ancora troppo poca a quello sociale”, ha osservato Antonio Bonardo, Presidente Manageritalia Lombardia. “Serve una forte sensibilizzazione da parte del mondo delle imprese. Serve abituarsi a una visione ampia, che guardi a tutta la società, non solo ad alcune sue parti”.


IL MODELLO JPN: RISULTATI CONCRETI E REPLICABILI
La ricerca condotta dalla dott.ssa Valentina Facchinetti evidenzia l’efficacia del modello: le cooperative della rete assumono persone con disabilità ben oltre i minimi di legge, principalmente con disabilità intellettiva e psichiatrica, attivando percorsi di inclusione virtuosi caratterizzati da coinvolgimento dei servizi territoriali, processi di selezione strutturati, tutoraggio costante e formazione continua. La rete ha sviluppato un catalogo di oltre 45 servizi diversificati per accompagnare imprese e lavoratori.
“L’immaginario collettivo- ha commentato Monica Pozzoli, Presidente Coop Betania e Coordinatrice nazionale consorzio Idea Agenzia per il Lavoro, nonché membro della cabina di Regia JPN – tende ancora ad associare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità a un novero ristretto e stereotipato di mansioni, quali la manutenzione del verde o i servizi di pulizia. Seppur dignitose e sempre molto adeguate, tali attività non rappresentano che una frazione minima delle reali possibilità.
“È grazie a questa ricchezza rappresentata dalle competenze della rete – ha affermato Sara Valorsa, Presidente di Alveare Cooperativa Sociale, capofila del progetto -, alla fiducia di Fondazione Cariplo e al dialogo proficuo creato con gli stakeholders, che Job Placement Network ha potuto gettare le basi per la creazione di un nuovo scenario per l’inclusione lavorativa”.
Una ricchezza testimoniata anche dall’esperienza degli inserimenti lavorativi di donne con alle spalle un’esperienza di malattia e di cura, realizzati dalla cooperativa Alveare con Multimedica, raccontata dalle voci di Diletta Caselle, Direttore Risorse Umane Multimedica e Anna Chiesa, Disability Manager Alveare. Le loro storie sono anche al centro di un emozionante video, presentato al convegno, realizzato dall’agenzia
Out of the blue. L’agenzia, che ha curato tutta la comunicazione del progetto Job Placement Network, è composta principalmente da persone con autismo. Nata all’interno di Consorzio SiR, sta per trasformarsi a sua volta in cooperativa sociale, dimostrando che rimuovere le barriere sociali e puntare sui talenti può generare opportunità inaspettate.
“Siamo felici, come società benefit – ha chiosato Orazio Bosotti, Responsabile Amministrazione del Personale di MM – di poter offrire il nostro contributo alla cooperazione sociale“. “Quella della collaborazione con MM, con una prima commessa sulla digitalizzazione – ha commentato Simona Di Marzo, Disability Manager di Alveare– non è solo un’importante occasione per la nostra cooperativa: è il segnale di una direzione possibile, che auspichiamo potrà essere ampliata ad altre collaborazioni per la rete JPN.
“Quanto realizzato in questo progetto va valorizzato – ha affermato Natascia Tosoni, Vicepresidente Commissione Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano- è un traguardo importante che va valorizzato. Per questo, convocheremo i referenti della rete a un’audizione della Commissione per l’Economia civile e lo sviluppo del Terzo Settore”.
“Questi due anni di progetto, e questo convegno, sono stati un’occasione riuscita per ricucire il senso di ciò che come cooperative e come aziende facciamo sul territorio, a partire dalla scommessa dell’inserimento lavorativo – ha concluso Massimo Magni, Disability Manager e coordinatore del progetto JPN – Una scommessa che si fonda su tre pilastri: l’ascolto delle esigenze – delle aziende ma anche dei lavoratori – la disponibilità al confronto, anche tra modi differenti di intendere la cooperazione sociale, e il coraggio di
intraprendere nuove strade”.


L’EVENTO
Al Convegno hanno partecipato – in presenza e online – più di 250 persone.
L’incontro, moderato da Simone Fanti (Caposervizio Oggi RCS), è stato promosso dalla rete Job Placement Network con Ordine dei Consulenti del Lavoro e ANCL Milano, in partnership con ALTIS Graduate School of Sustainable Management dell’Università Cattolica, con i patrocini di Città Metropolitana di Milano, Provincia di Varese, Comune di Bollate e Manageritalia Lombardia.
Sono intervenuti inoltre Alessia Coeli (Altis) Francesco Vassallo (Vicesindaco Città Metropolitana di Milano), Alessandro Graziano (Presidente ANCL Milano), Ivan Lembo (CGIL Milano), Francesco Maresca (resp area Lavoro Provincia di Varese), Valeria Innocenti (Assolombarda) e Luca Vizzini ( Confcommercio Milano – Lodi – Monza e Brianza).
Tutti gli interventi verranno pubblicati sul sito jpn.coop
Il catalogo dei servizi della rete JPN
LA RETE JPN
Fanno parte della rete le cooperative sociali Alveare (Capofila), Arca, Betania Travel, Fabbrica dei Segni, Il
Grappolo, La Goccia, La tenda Amatese, Millemani, Re-tech life, Sammamet, e i consorzi di cooperative sociali: Consorzio Idea Agenzia per il Lavoro, Consorzio SiR – Solidarietà in Rete.
Ufficio stampa
Maria Vittoria Gatti – Out of the blue
mariavittoria.gatti@ootb.it – mob. 329.4219258
Massimo Diani – Consorzio SiR
massimo.diani@consorziosir.it
Per informazioni: info@jpn.coop – www.jpn.coop

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